Renzi: ai posteri l’ardua sentenza

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Sarà capace il prode Renzi di smacchiare il “gattopardo” che alberga ormai da tempo immemore nel nostro paese?

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Tanto tuonò che piovve” dice il proverbio. Ed è proprio quello che è successo al governo Letta che dopo un anno di navigazione in acque agitate è stato definitivamente messo fuori gioco dal fuoco amico. In realtà l’improbabile maggioranza che ha sostenuto sia il governo Monti che quello di Letta ha piuttosto vissuto nella quotidiana minaccia di “staccare la spina” , di “far saltare il banco”  impedendo di fatto qualsiasi riforma vera del nostro paese. A parole tutti d’accordo certo, tutti pronti ad “assumersi le proprie responsabilità” a “fare presto”, ma, nei fatti, non si è visto nulla, ad eccezione della tanto vituperata riforma delle pensioni.

Tutto un rinvio, un prendere tempo, una ricerca di compromessi al ribasso. Forse proprio questo ha spinto Renzi, una volta santificato a larga maggioranza segretario del PD, a rompere gli indugi, a mettere da parte il povero Letta per provare ad accelerare. “Cambiare passo” è ora lo slogan più gettonato. Vedremo. Certo che Renzi di coraggio ne ha davvero molto perché andare al governo con la stessa maggioranza che ha di fatto costretto i suoi predecessori a barcamenarsi nella palude, necessita di una “ambizione smisurata”, come lo stesso Renzi ammette.

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Renzi: ai posteri l’ardua sentenzaultima modifica: 2014-03-19T18:30:12+00:00da alfadixit
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